Deprecated: Required parameter $location follows optional parameter $post_types in /home/mkmultim/clabitalia.mkmultimedia.it/wp-content/plugins/monarch/monarch.php on line 3783

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /home/mkmultim/clabitalia.mkmultimedia.it/wp-content/plugins/monarch/monarch.php:3783) in /home/mkmultim/clabitalia.mkmultimedia.it/wp-includes/feed-rss2.php on line 8
Network Archivi - Italian CLab Network Il network dei Contamination Lab d'Italia Thu, 28 May 2020 20:22:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.13 https://clabitalia.mkmultimedia.it/wp-content/uploads/2020/06/favicon-150x150.png Network Archivi - Italian CLab Network 32 32 Il CLab di Cagliari guarda al futuro https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/30/il-clab-di-cagliari-guarda-al-futuro/ Tue, 30 Apr 2019 15:22:08 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=664 Creare una start up, svilupparla e attrarre investimenti. Questi sono gli ultimi atti di un percorso formativo articolato e strutturato con finalità imprenditoriali, che prende piede a Cagliari ormai da sei edizioni, presso la sede del CLab. Se quanto appena descritto è l’atto finale, cosa accade nel backstage, dietro le quinte che preparano al lancio nel mondo […]

L'articolo Il CLab di Cagliari guarda al futuro proviene da Italian CLab Network.

]]>
Creare una start up, svilupparla e attrarre investimenti. Questi sono gli ultimi atti di un percorso formativo articolato e strutturato con finalità imprenditoriali, che prende piede a Cagliari ormai da sei edizioni, presso la sede del CLab.

Se quanto appena descritto è l’atto finale, cosa accade nel backstage, dietro le quinte che preparano al lancio nel mondo dell’impresa? Chi vi accede? Quali le idee portanti del progetto formativo? E invece corsi, seminari, laboratori, workshop organizzati durante il programma come sono strutturati?

Il CLab rientra nel campo di applicazione e ricerca dell’Entrepreneurship Education, uno studio sulla cultura di impresa. Confronto e incontro fra persone provenienti da diversi ambiti disciplinari, propositive e capaci di trasformare le idee in realtà. Creatività e innovazione. Sono questi i tasselli fondamentali del laboratorio di contaminazione di Cagliari.

In questo senso il percorso offerto dal CLab di Cagliari è improntato all’acquisizione di un mindset flessibile rispetto alla risoluzione di ogni tipo di problema. A favorire l’obiettivo concorre la composizione eterogenea del team. Il CLab apre le porte a tutti gli studenti dell’Unica, a dottorandi e iscritti a Master di primo e secondo livello, nonché laureati e dottorati da non più di 18 mesi.

Ogni anno da ottobre a marzo, per la durata di 6 mesi, il programma formativo si caratterizza quindi per la sua trasversalità, su molteplici piani. Studenti di vari ambiti sono chiamati ad organizzarsi in gruppi, stimolando la formazione di idee creative volte all’imprenditorialità. A supportarli sono professionisti di vari ambiti – docenti, tutor etc – che affiancano i team dall’inizio alla fine del percorso: dalla formazione della start up alla composizione del team, fino allo sviluppo e al contatto con gli investitori.

Questi i risultati: oltre 600 partecipanti alle prime 4 edizioni, 20 nuove start-up, 50 idee elaborate, 750K euro di investimenti privati, più di 250 ragazzi coinvolti, 30 premi e riconoscimenti dati alle start-up, 30 Stakeholders e partners coinvolti.

Il CLab di Cagliari si profila dunque come un luogo di confronto tra discipline e persone differenti. Un’occasione preziosa, il momento del salto dalla teoria alla pratica: dalle idee all’impresa, dall’impresa all’innovazione.

L'articolo Il CLab di Cagliari guarda al futuro proviene da Italian CLab Network.

]]>
Il CLab di Palermo: la mappa dell’imprenditorialità https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/29/il-clab-di-palermo-la-mappa-dellimprenditorialita/ Mon, 29 Apr 2019 15:30:05 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=667 Il CLab è un luogo in cui si sperimenta, si fanno errori, si confrontano vecchi modelli con altri alternativi, innovativi e più vicini alle richieste – implicite o esplicite – della società. Così studenti, neolaureati e dottori di ricerca intrecciano le rispettive competenze lungo un percorso formativo di 6 mesi per progettare un lavoro di impresa che sappia distinguersi in termini di originalità. Creatività, sostenibilità e innovazione sono […]

L'articolo Il CLab di Palermo: la mappa dell’imprenditorialità proviene da Italian CLab Network.

]]>
Il CLab è un luogo in cui si sperimenta, si fanno errori, si confrontano vecchi modelli con altri alternativi, innovativi e più vicini alle richieste – implicite o esplicite – della società.

Così studenti, neolaureati e dottori di ricerca intrecciano le rispettive competenze lungo un percorso formativo di 6 mesi per progettare un lavoro di impresa che sappia distinguersi in termini di originalità. Creatività, sostenibilità e innovazione sono in definitiva i perni attorno a cui ruota il fare impresa, l’educazione all’imprenditorialità in altri termini.

Da un lato i compiti del CLab si proiettano verso il futuro, caratterizzati da una visione complessiva, che abbraccia l’idea di ciò che il Contamination Lab dovrebbe essere: un termometro delle esigenze sociali attuali, l’indice del grado di benessere del territorio circostante, lo strumento indicato per dare nuova forma alle competenze apprese all’università, perché queste diventino impresa.

D’altra parte il CLab ha un compito da assolvere qui e ora, nel presente. Si tratta della formazione dei partecipanti coinvolti all’interno del programma educativo. Prima ancora del salto tanto ambito dalla teoria alla prassi, gli studenti affrontano i temi più salienti dell’economia di mercato d’oggi con il supporto di mentor e coach. I metodi didattici adottati sono sperimentali, mettono da parte l’approccio classico della lezione frontale e chiamano in campo gli studenti, veri protagonisti del progetto formativo, che contaminandosi simulano interessanti proposte di impresa. Molti dei progetti simulati, alla fine, diventano idee concrete, startup non più abbozzate o solo delineate, ma realmente esistenti, pronte a reggersi sulle proprie gambe nel contesto lavorativo del territorio siciliano.

Al CLab UNIPA dunque si impara a fare impresa, si acquisiscono strumenti, capacità progettuali, organizzative e di comunicazione trasversali a diversi ambiti del sapere. Qui vengono integrate le conoscenze manageriali per redigere piani di impresa (business plan). E infine si analizzano le opportunità imprenditoriali e di mercato legate a specifiche conoscenze scientifiche e tecnologiche e/o idee imprenditoriali.

3 edizioni, 120 partecipanti, 500 ore di formazione, 30 workshop. I numeri del CLab dell’Università di Palermo rappresentano l’unione di tanti punti, ricostruiscono i luoghi attraversati dagli studenti e dai loro coach. Il risultato è un network, fatto di legami, competenze, esperienze e incontri, una mappa composita disegnata grazie al contributo di ciascuno dei suoi partecipanti.

L'articolo Il CLab di Palermo: la mappa dell’imprenditorialità proviene da Italian CLab Network.

]]>
Lavorare in gruppo per fare impresa, essere innovativi contaminandosi https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/19/lavorare-in-gruppo-per-fare-impresa-essere-innovativi-contaminandosi/ Fri, 19 Apr 2019 15:40:32 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=672 Il CLab è un luogo in cui si impara a fare impresa. Si valorizzano le idee innovative, i progetti capaci di inserirsi nel mondo del mercato fornendo risposte nuove a domande non ancora formulate. Guardarsi attorno, leggere le necessità della contemporaneità, formulare soluzioni per risolvere i problemi del territorio circostante sono alcuni dei valori più […]

L'articolo Lavorare in gruppo per fare impresa, essere innovativi contaminandosi proviene da Italian CLab Network.

]]>
Il CLab è un luogo in cui si impara a fare impresa. Si valorizzano le idee innovative, i progetti capaci di inserirsi nel mondo del mercato fornendo risposte nuove a domande non ancora formulate. Guardarsi attorno, leggere le necessità della contemporaneità, formulare soluzioni per risolvere i problemi del territorio circostante sono alcuni dei valori più importanti coltivati al CLab di Catania. Progetti così ambiziosi hanno alla base una forte consapevolezza: il segreto della buona riuscita di un’idea risiede soprattutto nella rete di rapporti instaurati all’interno del team di lavoro. Perché l’idea di impresa sia vincente il team che è fautore, ideatore e sostenitore dello stesso progetto deve essere inoltre promotore di un dialogo, volto al confronto, all’interno e all’esterno su molteplici piani.

Il CLab di Catania insegna ai suoi studenti l’importanza di arrivare insieme alla fine del percorso di formazione imprenditoriale. Non c’è parte più importante di un’altra. Tutte in egual modo, anche se con contributi differenti, concorrono all’ottenimento dell’obiettivo comune. A decretare dunque la buona riuscita è la consapevolezza che il kit di sopravvivenza, la valigia degli attrezzi acquisita durante i mesi di affiancamento al CLab abbia la sua utilità maggiore al di fuori del CLab stesso.

Quello del Contamination Lab si caratterizza dunque come un tragitto volto alla formazione di un gruppo di lavoro imprenditoriale autonomo, che sappia muoversi nel territorio circostante grazie a strumenti spendibili sempre, in occasioni differenti. Si tratta delle soft skills, quei saperi impliciti, declinabili in base agli ambiti di applicazione. In gruppo dunque sarà più semplice far fronte alle difficoltà di impresa, verranno messe in campo competenze legate al problem solving e al team working, per dare vita a soluzioni sfaccettate frutto del contributo di tanti e non solo di uno. La competitività incoraggiata è virtuosa perché spesa a favore del mutuo soccorso, l’aiuto reciproco, il confronto, il dialogo, la contaminazione nel senso vero del termine.

Ad oggi 105 studenti – provenienti da 25 corsi si studio differenti – hanno concluso con successo il percorso del CLab sicialiano, con risultati degni di nota. Il progetto GLU-SCALE (prima edizione) è arrivato finalista alla Microsoft Image Cup 15, mentre ATHOM (seconda edizione) ha avuto modo di partecipare, classificandosi quinto, al contest online “#diversinsieme” – una gara d’idee per valorizzare la differenza di genere, indetto dall’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica AIED di  Roma e da Cocoon Project.

Fra i gruppi più promettenti rientra inoltre “Organic Energy” (terza edizione), con la proposta di un impianto di digestione anaerobica di dimensioni ridotte, installato in modo sicuro in luoghi urbani, senza odori molesti, che consente il conferimento 24/7 senza inquinare, arrivato finalista alla Start Cup Catania 2016.

A giugno 2019 partirà la quarta edizione. Allora sono in arrivo nuove idee, nuovi percorsi e proposte. Tutte motivate dalla consapevolezza che fare impresa significa lavorare in gruppo, essere originali e innovativi contaminandosi.

L'articolo Lavorare in gruppo per fare impresa, essere innovativi contaminandosi proviene da Italian CLab Network.

]]>
I frutti del CLab abbelliscono il territorio https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/18/i-frutti-del-clab-abbelliscono-il-territorio/ Thu, 18 Apr 2019 15:51:00 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=678 Lezioni, incontri, seminari, lavori di gruppo, elevator pitch scandiscono i mesi di attività al Contamination Lab, all’interno di luoghi sicuri, controllati, monitorati dall’attività dei coach, dei mentor. Qui si propone un’idea, si abbraccia un progetto, a volte si abbandona il primo delineato e solo dopo vari tentativi si elegge quello giusto, il più originale e […]

L'articolo I frutti del CLab abbelliscono il territorio proviene da Italian CLab Network.

]]>
Lezioni, incontri, seminari, lavori di gruppo, elevator pitch scandiscono i mesi di attività al Contamination Lab, all’interno di luoghi sicuri, controllati, monitorati dall’attività dei coach, dei mentor. Qui si propone un’idea, si abbraccia un progetto, a volte si abbandona il primo delineato e solo dopo vari tentativi si elegge quello giusto, il più originale e competitivo, scalabile nel mondo del lavoro. All’interno del network, il CLab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è un laboratorio di esperimenti, in cui alle sconfitte si alternano i primi successi. Una vera palestra che prepara alla gara più importante da sostenere alla fine del percorso: il salto nel mondo imprenditoriale.

Gli aspiranti startupper familiarizzano con le prime competizioni. La StarCup Calabria è una delle occasioni più importanti, a sostegno delle idee imprenditoriali degli studenti provenienti dal CLab. Le idee coltivate durante il percorso spaziano dalla progettazione di app per smartphone, all’agricoltura 4.0, fino alla blockchain e alla sensoristica. E fra questi è la startup SmartOsso ad aver vinto  la competizione nel 2018, grazie alla messa a punto di uno strumento per l’health care degli amici a quattro zampe, i cani domestici.

Spicca inoltre la partecipazione al bando di Invitalia “Resto al Sud”, a cui è legato uno dei principali valori del CLab: il trasferimento tecnologico all’interno del tessuto territoriale locale per evidenziare particolarità e unicità caratteristiche, per porre rimedio a criticità sociali importanti. Come è accaduto ad Arghillà, uno dei quartieri più svantaggiati di Reggio Calabria, dove prevalgono realtà come la scarsa scolarizzazione (soprattutto fra i più giovani) e un bassissimo tasso di occupazione lavorativa. Qui le competenze del CLab sono state spese per apportare un beneficio sociale, grazie all’organizzazione di corsi di formazione rivolti alle fasce più svantaggiate, economicamente e socialmente.

Guardarsi attorno e leggere le esigenze implicite della società circostante è dunque una delle missioni sostenute dal CLab. Così la cultura del fare si caratterizza non solo per l’originalità e l’innovatività dell’idea sviluppata. Per dare spessore al progetto d’impresa deve essere presente un sostrato di valori che muovono i giovani imprenditori ad apportare benefici sul territorio, in senso lato, in termini economici e sociali. Così da offrire soluzioni concrete spendibili dall’intera comunità.

L'articolo I frutti del CLab abbelliscono il territorio proviene da Italian CLab Network.

]]>
Fare impresa, l’ultimo passo di un tragitto formativo https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/17/fare-impresa-lultimo-passo-di-un-tragitto-formativo/ Wed, 17 Apr 2019 15:44:35 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=675 Fare impresa significa realizzare un progetto, dare vita a un’idea abbozzata, delineare un’intuizione, cambiare prospettiva, guardare oltre, leggere la realtà, alla ricerca di nuovi bisogni, di nuove domande economiche (ma non solo) a cui dare risposta. Affacciarsi al mondo dell’imprenditorialità significa inoltre intraprendere un percorso propedeutico di formazione, per testare l’idea e studiarne ogni punto di […]

L'articolo Fare impresa, l’ultimo passo di un tragitto formativo proviene da Italian CLab Network.

]]>
Fare impresa significa realizzare un progetto, dare vita a un’idea abbozzata, delineare un’intuizione, cambiare prospettiva, guardare oltre, leggere la realtà, alla ricerca di nuovi bisogni, di nuove domande economiche (ma non solo) a cui dare risposta. Affacciarsi al mondo dell’imprenditorialità significa inoltre intraprendere un percorso propedeutico di formazione, per testare l’idea e studiarne ogni punto di forza.

L’Università della Calabria offre questa possibilità a tutti i suoi studenti, nell’ambito del CLab della città di Cosenza. Alcuni dei partecipanti accedono al programma con un’idea abbozzata fra i banchi universitari, in un momento precedente al CLab stesso. Altri ancora invece si affezionano a nuove idee imprenditoriali in corso d’opera, abbandonando quelle precedentemente coltivate. È questo il Contamination Lab, un laboratorio di sperimentazione, un incubatore di progetti che nascono ex novo, oppure mutano, trovando durante il viaggio una forma unica, particolare e distintiva rispetto ad altre. Tuttavia il CLab dell’Università è solo uno dei passi previsti, un momento di accompagnamento nel passaggio dalla teoria alla prassi. Una tappa intermedia, dunque, che conduca al trasferimento tecnologico sul territorio locale, grazie all’apertura verso il contesto economico e sociale circostante.

Quando l’idea esce dalle pareti dei luoghi di formazione del Contamination Lab, si assiste alla nascita di startup, spinoff, piccole, nuove e salde realtà imprenditoriali, pronte al confronto con la concorrenza che delinea l’attuale mondo del mercato. Al CLab dell’Unical sono emerse per merito, originalità e innovazione tre giovani realtà imprenditoriali in particolare:

  • SWAG, un sistema di profilazione e mappatura di soft skill dei neolaureati per connetterli con le aziende che ricercano personale.
  • YoUni, un’app per lo scambio di informazioni e materiale didattico fra studenti di una stessa community.
  • FisioIng, tutori modulari innovativi che sostituiscono il gesso nel trattamento delle fratture.

In definitiva, idee innovative e proposte di mercato competitive sono solo gli ultimi passi di un percorso di formazione complesso e articolato incentrato sulla cultura del fare impresa.

L'articolo Fare impresa, l’ultimo passo di un tragitto formativo proviene da Italian CLab Network.

]]>
La contaminazione è un processo virtuoso: il CLab Salento si racconta https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/16/la-contaminazione-e-un-processo-virtuoso-il-clab-salento-si-racconta/ Tue, 16 Apr 2019 18:11:36 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=682 Occorrono tre doti per affrontare il percorso del Contamination Lab: spirito di iniziativa, creatività e innovazione. Alla base c’è un’idea ambiziosa, il proposito di trasferire sul territorio le competenze coltivate durante il percorso formativo offerto dall’Università del Salento, per favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Ogni territorio ha le sue specifiche caratteristiche, i propri vanti, particolarità caratterizzanti che rendono […]

L'articolo La contaminazione è un processo virtuoso: il CLab Salento si racconta proviene da Italian CLab Network.

]]>
Occorrono tre doti per affrontare il percorso del Contamination Lab: spirito di iniziativa, creatività e innovazione. Alla base c’è un’idea ambiziosa, il proposito di trasferire sul territorio le competenze coltivate durante il percorso formativo offerto dall’Università del Salento, per favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Ogni territorio ha le sue specifiche caratteristiche, i propri vanti, particolarità caratterizzanti che rendono quel luogo unico. Il sapere maturato fra i corridoi e le aule universitarie diventa spendibile e si propone come strumento di lettura delle potenzialità ancora inespresse del territorio circostante. È questo il significato più importante della terza missione.

Il CLab del Salento si è impegnato su tre fronti in particolare. Per primo il settore della smart technologies con proposte imprenditoriali mirate alla messa a punto di materiali innovativi e nuovi strumenti digitali). Ma inoltre l’ambito della bio-economy e infine l’ultimo, legato alle industrie culturali creative, con lo sviluppo di iniziative incentrate sul turismo, l’enpowerment e la valorizzazione dei beni culturali.

All’interno del percorso gli studenti sono stati chiamati ad interagire fra di loro, a contaminarsi inoltre con esperti del settore, i coach, i mentor a cui sono stati affiancati secondo nuove metodologie di apprendimento come la Flipped learning e la Peer learning. Strumenti didattici alternativi che scandiscono le dinamiche di un rapporto di confronto reciproco e lavoro di gruppo privo di gerarchie, dove il contributo di ciascuno è posto su piani equivalenti, di pari dignità. Soprattutto in virtù dell’affiancamento ad esperti del settore imprenditoriale ed educativo che indossano i panni dei coach e non quelli dei docenti da cattedra.

In questo modo il salto dall’idea alla pratica avviene in maniera poco convenzionale, secondo uno sguardo che favorisce l’originalità, le soluzioni aziendali e imprenditoriali a cui non è ancora stato dato risalto fino ad allora.

In definitiva al CLab@Salento si sviluppano processi virtuosi di contaminazione a favore dello spirito d’iniziativa, della creatività e della cultura imprenditoriale. Questo è il laboratorio in cui si presentano le giuste occasioni per tradurre le idee in azioni, per realizzare progetti di innovazione a vocazione sociale ed imprenditoriale in consonanza con le particolarità del territorio salentino.

L'articolo La contaminazione è un processo virtuoso: il CLab Salento si racconta proviene da Italian CLab Network.

]]>
Le sfide tecnologiche del Digilab di Bari https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/15/le-sfide-tecnologiche-del-digilab-di-bari/ Mon, 15 Apr 2019 18:35:24 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=686 Al Contamination Lab del Politecnico di Bari, innovazione e impresa dialogano. La tecnologia risponde alle richieste delle aziende, crea nuove occasioni per sostenere la crescita e lo sviluppo economico. È questo il campo del Digilab barese, dove avviene l’ibridazione fra i saperi tradizionali e le opportunità digitali, rappresentate dall’uso dei Big data, dell’Artificial Intelligence, o ancora dell’Internet of […]

L'articolo Le sfide tecnologiche del Digilab di Bari proviene da Italian CLab Network.

]]>
Al Contamination Lab del Politecnico di Bari, innovazione e impresa dialogano. La tecnologia risponde alle richieste delle aziende, crea nuove occasioni per sostenere la crescita e lo sviluppo economico. È questo il campo del Digilab barese, dove avviene l’ibridazione fra i saperi tradizionali e le opportunità digitali, rappresentate dall’uso dei Big data, dell’Artificial Intelligence, o ancora dell’Internet of Things. Strumenti tecnologici così specifici si sposano con le necessità imprenditoriali più recenti. E a beneficiare della loro applicazione sono settori tradizionali, come l’agricoltura, ma non solo. Infatti l’uso delle tecnologie digitali ha avuto il pregio di facilitare attività umane di vario tipo: il monitoraggio a distanza, tramite app, delle colture e dello stato di salute degli animali allevati o ancora il controllo della biodiversità in certi habitat per prevedere rischi e pericoli grazie alla raccolta dati e alla loro analisi in termini predittivi. L’uso delle tecnologie non si limita dunque al monitoraggio ma inoltre alla previsione e alla prevenzione di possibili cause responsabili di ingenti danni economici.

All’interno dell’open space del Politecnico di Bari, ci si incontra per discutere, scambiare idee, conoscere persone, approfondire problemi, studiare, scoprire, fare rete, trovare contatti, formarsi con tecniche creative, generare idee imprenditoriali. Gli ambiti di studio e approfondimento sono quelli della digital economy e le sue applicazioni nel business e nel terzo settore – green economy, agroalimentare, industria, commercio, sanità, pubblica amministrazione, turismo, entertainment, volontariato, beni culturali, ricerca.

Si discute delle opportunità offerte dalla tecnologia, come punto di partenza per la delineazione di nuovi progetti di innovazione, grazie a un approccio creativo e all’interazione con il territorio. Raccogliere le sfide tecnologiche è uno degli obiettivi da perseguire durante il percorso formativo messo a disposizione dall’Ateneo barese. Contaminazione creativa, contaminazione digitale, contaminazione territoriale e innovation proposal, questi sono i luoghi fisici e virtuali un progetto volto all’educazione imprenditoriale e alla valorizzazione economica e sociale del territorio locale. Dunque quello di Bari è un percorso dinamico in cui in cui ogni oggetto di apprendimento viene rafforzato dalla contaminazione, attraverso lavori di gruppo e il confronto con esperti.

È così che l’idea prende forma, fino ad arrivare all’elaborazione e alla messa a punto del progetto di impresa. Il politecnico di Bari lancia una sfida importante a tutti i giovani aspiranti imprenditori, perché con creatività e passione possano dar vita all’ibridazione fra tecnologia e impresa.

L'articolo Le sfide tecnologiche del Digilab di Bari proviene da Italian CLab Network.

]]>
Le buone pratiche della cultura di impresa al CLabUnibas https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/12/le-buone-pratiche-della-cultura-di-impresa-al-clabunibas/ Fri, 12 Apr 2019 18:37:32 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=689 Territorio e impresa costituiscono un binomio importante all’interno del progetto formativo promosso dalla rete dei CLab italiani. I territori sono custodi di caratteristiche peculiari, elementi di forza per lo sviluppo sociale ed economico di ogni regione, peculiarità che si configurano come ingredienti essenziali nella costruzione delle buone pratiche d’impresa. La cultura del fare imprenditoriale e dell’innovazione, calata nel territorio […]

L'articolo Le buone pratiche della cultura di impresa al CLabUnibas proviene da Italian CLab Network.

]]>
Territorio e impresa costituiscono un binomio importante all’interno del progetto formativo promosso dalla rete dei CLab italiani. I territori sono custodi di caratteristiche peculiari, elementi di forza per lo sviluppo sociale ed economico di ogni regione, peculiarità che si configurano come ingredienti essenziali nella costruzione delle buone pratiche d’impresa.

La cultura del fare imprenditoriale e dell’innovazione, calata nel territorio lucano, è una delle caratteristiche dell’Università di Potenza. Il Contamination Lab della città si presenta infatti come catalizzatore di idee, il luogo in cui le proposte di impresa più promettenti si trasformano in iniziative contestualizzate nel territorio.

A scendere in campo sono giovani innovativi, aspiranti imprenditori interessati a trasformare i saperi acquisiti in nuove forme di agire. La cultura, la conoscenza e la valorizzazione del territorio si intrecciano a un forte incentivo di sviluppo sociale ed economico, ma secondo nuove modalità. I partecipanti del CLab sono invitati a confrontarsi su più livelli, grazie alla contaminazione, lo scambio creativo fra studenti appartenenti a diversi ambiti disciplinari e mentor. I coach favoriscono questo processo, promuovendo modelli di apprendimento alternativi, fondati sul flipped e peer learning, secondo la logica dell’action based learning. Non a caso ad essere privilegiati sono la sperimentazione, la prototipazione e il fare, così da creare attitudini, comportamenti e capacità imprenditoriali assieme alla capacità di combinare e integrare le competenze specialistiche che caratterizzano gli ambiti strategici del CLabUnibas.

Ad oggi hanno preso parte oltre 100 tra studenti provenienti da tutti i corsi di studio dell’Ateneo, dottorandi e dottori di ricerca, studenti Master, neolaureati e founder di spinoff. Nello specifico, nella prima edizione gli iscritti sono stati 55, 33 dei quali hanno portato a termine il percorso formativo costituendo 7 team e lavorando su progetti di intrapresa e/o innovazione sociale di vario genere.

Durante il loro percorso i 7 team, hanno avuto modo di partecipare a diverse competition e prendere attivamente parte a “Heroes” – il più importante festival euromediterraneo su innovazione e impresa tenutosi a settembre 2018 a Maratea, in Basilicata. Un’occasione unica per  “contaminarsi” con innovatori e startupper di caratura internazionale e per presentare le idee di business maturate durante la prima edizione del CLabUnibas.

Di questi il team BlueDrop, con il suo progetto che mira a purificare le acque dalla presenza dei microinquinanti, è riuscita ad ottenere l’accesso alla fase finale della Start Cup Basilicata 2018.

In definitiva il CLab dell’Università della Basilicata si presenta come catalizzatore di idee innovative spendibili a favore dello sviluppo economico e sociale del territorio regionale.

Coinvolgimento, partecipazione, apprendimento, sperimentazione e comunicazione. Sono questi i 5 ingredienti alla base di una buona cultura di impresa, le lenti attraverso cui osservare il panorama imprenditoriale attuale, con piglio competitivo e fare innovativo.

L'articolo Le buone pratiche della cultura di impresa al CLabUnibas proviene da Italian CLab Network.

]]>
Il Contamination Lab del Mar Mediterraneo https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/11/il-contamination-lab-del-mar-mediterraneo/ Thu, 11 Apr 2019 18:40:40 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=692 La parte per il tutto. Una maglia per l’intero intreccio. Un nodo per la stessa rete. I Contamination Lab svolgono questo ruolo: raccontando di sé rappresentano l’intero.  Quindi una parte del Network, elementi unici che stringendosi gli uni agli altri sono in grado di lavorare un tessuto comune estremamente variegato. Una rete resa compatta grazie […]

L'articolo Il Contamination Lab del Mar Mediterraneo proviene da Italian CLab Network.

]]>
La parte per il tutto. Una maglia per l’intero intreccio. Un nodo per la stessa rete. I Contamination Lab svolgono questo ruolo: raccontando di sé rappresentano l’intero.  Quindi una parte del Network, elementi unici che stringendosi gli uni agli altri sono in grado di lavorare un tessuto comune estremamente variegato. Una rete resa compatta grazie alla condivisione degli obiettivi – il trasferimento tecnologico, l’educazione all’imprenditorialità – ma eterogenea per le particolarità che caratterizzano ogni CLab.

All’interno del Network i singoli CLab spiccano per tonalità di voce o per intensità di colore, ognuno con tratti particolari. È blu quello dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, per l’attenzione che il Contamination Lab della città ha voluto dedicare al mare e all’economia circolare. Si tratta di una frontiera di sviluppo con nuove opportunità di conoscenza, votata all’innovazione a partire dalla costruzione di uno spazio – fisico e virtuale, stimolante e multidisciplinare – in cui fare incontrare idee e talenti, territorio, università e imprese.

Il percorso pensato dal CLab partenopeo si snoda per un periodo di sei mesi, aperto a studenti delle scuole secondarie e universitari, dottorandi e postdoc. All’insegna della multidisciplinarietà il progetto formativo prevede inoltre la collaborazione con alcune università straniere, la Regione Campania, tutti gli uffici scolastici provinciali, il Comune della città, le autorità portuali e infine incubatori di impresa, network europei, centri di ricerca nazionali, coinvolti nel modello di Open Innovation che alimenta il CLab.  

Il CLab dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope ha portato a termine la sua prima edizione da pochi mesi. Studenti provenienti da diversi ambiti disciplinari hanno lavorato insieme a progetti comuni, acquisendo strumenti e capacità progettuali, organizzative e di comunicazione. Per un totale di 55 partecipanti, sono stati 11 i team che hanno avuto modo di proporre idee di impresa, grazie all’interazione con i partner che aderiscono al progetto formativo.

L’Università degli Studi di Napoli Parthenope guarda al Mar Mediterraneo come luogo di contaminazione.

L'articolo Il Contamination Lab del Mar Mediterraneo proviene da Italian CLab Network.

]]>
Network territoriale, innovazione e tecnologia: la cultura imprenditoriale del CLab di Teramo https://clabitalia.mkmultimedia.it/2019/04/10/network-territoriale-innovazione-e-tecnologia-la-cultura-imprenditoriale-del-clab-di-teramo/ Wed, 10 Apr 2019 20:20:18 +0000 https://clabnetwork.mkmultimedia.it/?p=739 Fra i banchi di scuola a volte succede. Sembra di aver capito la lezione. A casa invece, quando si avvicina il momento dello studio o del ripasso, quella spiegazione prima chiarissima non lo è più. Per comprende a pieno un argomento, teoria e pratica devono sposarsi in un unico momento, fino a confondersi. In un […]

L'articolo Network territoriale, innovazione e tecnologia: la cultura imprenditoriale del CLab di Teramo proviene da Italian CLab Network.

]]>
Fra i banchi di scuola a volte succede. Sembra di aver capito la lezione. A casa invece, quando si avvicina il momento dello studio o del ripasso, quella spiegazione prima chiarissima non lo è più. Per comprende a pieno un argomento, teoria e pratica devono sposarsi in un unico momento, fino a confondersi. In un processo di apprendimento dinamico la pratica si accosta alla teoria, ampliandola grazie all’acquisizione di quei saperi taciti che solo l’esperienza è in grado di insegnare. Esistono all’interno delle Università dei luoghi preziosi, laboratori di apprendimento alternativo in cui i confini fra ideazione e messa in atto di un programma si autoalimentano, ridefinendo continuamente i reciproci confini. Sono queste le stesse stanze – ambienti interni ed esterni all’Ateneo –  che l’Università di Teramo ha deciso di dedicare al Contamination Lab abruzzese.

Il CLab UniTe è un’iniziativa nazionale promossa dal MIUR, un percorso di formazione basato sul modello dell’Entrepreneuship Education, l’educazione all’imprenditorialità, per dare forma a idee innovative che abbraccino vari rami: Agritech, Foodtech e Biotech, in particolar modo. Le intuizioni dei giovani partecipanti rappresentano il punto di partenza da cui prende avvio l’intero percorso. Ad essere premiate sono quindi le proposte più originali, le uniche a vantare un ottimo potenziale di applicazione all’ambito imprenditoriale, come quello della ricerca scientifica accademica, un terreno fertile in cui investire per la nascita di nuove e promettenti startup.

Il percorso formativo è costituito da moduli didattici che affrontano i temi strategicamente più importanti della sfera imprenditoriale e dell’innovazione, a cominciare dalla generazione di idee fino alla loro trasformazione in opportunità di business. Gli studenti – iscritti ai vari corsi laurea, inclusi master e dottorati e infine neolaureati entro i 18 mesi – sono affiancati da docenti, imprenditori, startupper, manager, figure professionali eterogenee del mondo aziendale, esperti di innovazione di rilievo nel panorama italiano.

In altri termini, l’obiettivo perseguito dal CLab dell’Università di Teramo è quello di creare luoghi di impulso e di contaminazione, per implementare nuovi modelli di formazione e apprendimento della cultura imprenditoriale, a supporto dello sviluppo di progetti ad alto contenuto innovativo, in sinergia con il network del territorio

L'articolo Network territoriale, innovazione e tecnologia: la cultura imprenditoriale del CLab di Teramo proviene da Italian CLab Network.

]]>