L'articolo La sinergia del gruppo nel percorso di ogni startup proviene da Italian CLab Network.
]]>I protagonisti di questo Talk esprimono tutti i dubbi e le perplessità di un periodo che ha messo a dura prova la prosecuzione di ogni progetto, la realizzazione effettiva in un momento di distanziamento sociale e fisico, che ha richiesto l’applicazione di nuovi modi di fare, alternativi ai processi di creazione precedenti, quando incontrarsi, stare insieme, condividere la stessa scrivania risultava una pratica quasi scontata.
Così a mutare non è stato solamente il modo di pensare all’idea e al suo passaggio nel mondo del mercato. Perché in primo luogo è stato necessario delineare ancora una volta i confini dei rapporti creati all’interno del team, per studiare nuove sinergie e piani di azione, anche se a distanza.
A raccontarci il risultato di questa rimodulazione degli spazi, degli incontri e delle relazioni a distanza sono Giampaolo, Beatrice, Giuseppe, Federico e Tommaso. Con loro ci addentriamo nel mondo del startup, per conoscere quella straordinaria capacità di riorganizzazione che contraddistingue solo le idee di impresa più innovative.
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]]>L'articolo Lezioni di creatività fuori dalla scatola proviene da Italian CLab Network.
]]>I processi di creazione di impresa infatti hanno a che fare con l’originalità, modi unici e inimitabili. L’ispirazione viene dalle piccole cose che sono anche quelle della quotidianità. E poi dal coraggio di sapersi mettere nei panni degli altri nel vero senso del termine. Come raccontano i protagonisti di questo Talk che per scoprire le esigenze altrui hanno inscenato le vite degli altri su un palco. Quell’esperienza ha forgiato doti come l’empatia e soprattutto la capacità di rispondere all’imprevisto, l’organizzazione di un evento complesso, la forza di coordinazione di un gruppo composito.
Essere creativi significa inoltre acquisire i linguaggi degli altri, quelli specifici, settoriali dei vari settori del team. Un filosofo impara il linguaggio di un ingegnere. E allo stesso tempo chi è timido impugna le armi della dialettica, della retorica per far valere un’idea davanti a un grande pubblico.
Per questo la creatività ha molteplici forme e appartiene a tutti. E in altre parole è il pensiero che esce dalla scatola e là fuori, all’esterno si contamina con tutto quello che si trova attorno.
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]]>L'articolo L’arte dell’innovazione all’interno dei CLab proviene da Italian CLab Network.
]]>Gli startupper devono essere in grado di adattarsi ai tempi. Le conoscenze pregresse sono un trampolino di lancio, costituiscono il terreno fertile in cui far maturare le idee a venire.
In questo modo quello che è passato, che è divenuto tradizione e storia, non cade in disuso, ma invece diventa la premessa necessaria per andare avanti e creare innovazione.
L’epoca del Covid ha insegnato anche questo: nel momento della massima incertezza sociale e lavorativa, gli obiettivi raggiunti non cancellano con un colpo di spugna tutti gli sforzi fatti. Si modificano invece, assumono altre forme e dimensioni. Fanno di necessità virtù e infine realizzano qualcosa di inaspettato, una rivoluzione in ogni particolare campo di applicazione.
Così le idee che raccontano i protagonisti di questo Talk sotto un certo punto di vista non dicono niente di nuovo. Perché rivolgono l’attenzione ai settori di cui la medicina, l’agricoltura, lo svago e il benessere si sono sempre occupati, anche in passato. Ma ad aggiungere un tassello ulteriore adesso nel presente è invece il tocco di contemporaneità, la capacità di saper rendere nuovo e innovativo un prodotto che affonda le sue radici nel passato.
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]]>L'articolo Innovazione e cambiamento ai tempi dell’ICT proviene da Italian CLab Network.
]]>Il settore dell’ICT, quello delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha cambiato prima di tutto il modo di pensare alla formazione. Ha dato nuova forma al mondo del lavoro, ma inoltre ha rivoluzionato il modo di fare cultura e intrattenimento. Nell’era del distanziamento sociale ha reso possibile l’incontro. Ha permesso quindi di essere vicini anche se lontani. E ha favorito la nascita di un sentimento comunitario, un’attenzione nei confronti dei legami all’interno di più reti, economiche, sociali, lavorative, che dal web sono arrivate alla vita concreta. Il confronto all’interno di questo Talk è un esempio calzante: città distanti come come Cagliari, Modena, Brescia, Pisa, Trieste e Potenza non sono mai state così vicine.
Sono nati modelli ibridi nel frattempo. La tradizione ha potuto incontrare l’innovazione. E come in tutte le rivoluzioni l’esito è un paradigma composto da parole diverse, un dizionario di concetti moderni, in cui rientrano, adattati ai tempi, tutti i significati del fare ICT: blockchain e sicurezza sul web, piattaforme di vendita online, app rivolte al cittadino, servizi per la cultura e lo svago via internet e ancora incontri e consulenze digitali fra aziende.
Tutti sottendono una nuova idea di stare insieme, secondo uno spirito di condivisione, che crea senso di cittadinanza e di appartenenza, indispensabile per apportare innovazione su più fronti.
In questo Contamination Talk sull’ICT Miriam, Giulia, Alessandro, Nicola, Gabriele e Gaia raccontano insomma di un settore tecnologico al passo coi tempi, in continuo mutamento, che anziché sottrarre terreno ai rapporti e ai legami, oggi invece ha potuto restituire il pieno senso di un’umanità ritrovata.
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]]>L'articolo Economia verde e circolare: un modo di fare impresa attento alla salvaguardia del pianeta proviene da Italian CLab Network.
]]>A quel punto ci siamo chiesti quanto la natura distasse dall’uomo o se invece fosse il caso di parlare di una relazione, di un legame fra le due parti. Per Susanna, Daniele, Giovanni e Lara la natura non è niente di diverso, ci circonda e ci appartiene allo stesso tempo come l’unico ambiente che conosciamo e in cui viviamo.
Queste parole si traducono nei concetti dell’economia verde, l’economia circolare, un modo di fare impresa attento alla salvaguardia del pianeta, una risposta alle nuove richieste del mercato, frutto di un sentire comune che pone l’attenzione sul rispetto degli animali e sull’uso sostenibile delle risorse.
Da Cagliari, Sassari e Lecce parlano di natura i protagonisti di questo talk. Ma inoltre parlano di cultura, cioè il modo in cui le azioni dell’uomo possono fare la differenza grazie a gesti semplici ma titanici, vere e proprie rivoluzioni, che lasciano una traccia del nostro presente alle generazioni future, attraverso la cura che riserviamo all’ambiente e al suo racconto.
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]]>L'articolo Un confronto sulle nuove idee di medicina, cura e salute proviene da Italian CLab Network.
]]>Per lungo tempo è stata questa la concezione predominante della medicina, una disciplina incentrata quasi esclusivamente sulla cura, sul ristabilimento delle condizioni ottimali, cioè il passaggio dallo stato di malattia a quello di salute. Il corpo è stato paragonato a una macchina, i suoi organi e sistemi a pezzi da sostituire o aggiustare e la salute è divenuta l’esito di questa operazione meccanica.
Anche la medicina attuale si basa sul concetto di cura, da cui non può prescindere. Ma accanto ad esso valorizza quello della prevenzione e della predizione. Le pratiche della più recente medicina preventiva sono quindi indirizzate al mantenimento di questo stato complessivo di benessere, all’adozione di buone abitudini necessarie per scongiurare l’insorgenza della malattia: uno stile di vita salubre, una buona alimentazione ad esempio, ma inoltre un’attenzione particolare ai segnali che il nostro corpo è in grado di lanciare. La salute infatti è uno stato complessivo di benessere fisico, psichico, sociale ed economico, come dichiara L’Organizzazione Mondiale della Sanità e per questo non può essere ridotto alla semplice cura dei singoli disturbi.
La medicina classica quindi si arricchisce, si sposa con teorie e pratiche più recenti legate alla personalizzazione delle terapie, al loro incontro con l’ingegneria e la robotica. Si avvicina all’idea che il fare medico non si arresti alla somministrazione di un farmaco o all’esecuzione di un intervento chirurgico. La medicina infatti si realizza anche nel rapporto dialogico fra medico, paziente e familiari, nella cura del corpo e delle relazioni, nella ricerca in altre parole di uno stato di salute complessivo intimamente legato al grado di felicità di ciascuno e non alla semplice assenza di malattia.
Gli argomenti che affrontano Adriano, Federica, Marco, Lorenzo e Lucia sono di estrema attualità, per molti versi pionieristici perché si inseriscono all’interno di un nuovo paradigma che vede la medicina protagonista di una rivoluzione tecnica, ingegneristica e robotica ma inoltre sociale e politica.
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]]>L'articolo È possibile una nuova idea di turismo? proviene da Italian CLab Network.
]]>Questi sono i desideri. Quello che vorremmo e quello che ci saremmo aspettati di fare solo pochi mesi fa. Ma l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha ridefinito non solo i nostri piani, ma soprattutto i programmi di chi con il turismo ci lavora.
Nicola, Marco, Michele e Letizia ne parlano in collegamento dalle loro città. Da Cagliari, Verona e Brescia spiegano quanto l’idea di viaggio sia cambiata e come il settore delle startup turistiche, delle aziende agroalimentari e di tutti i servizi che offrono svago e divertimento in giro per il mondo abbiano dovuto modificarsi, per adattarsi rapidamente alle circostanze, a un nuovo modo di pensare agli spostamenti e alle interazioni collettive.
Nel frattempo da casa, durante la quarantena, sono nate nuove idee, spunti e suggestioni per ripartire. Fermarsi non è stato possibile. E in attesa di un altro inizio, sono state abbozzate esperienze alternative, per un turismo nuovo, fatto su misura, cucito addosso al cliente, esclusivo, magari dietro l’angolo, a pochi passi da casa. Ripartono da qui Nicola, Marco, Michele e Letizia.
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]]>L'articolo Un incontro virtuale a proposito di cibo, sostenibilità e lavoro. Il primo Contamination Talk sull’Agrifood proviene da Italian CLab Network.
]]>Francesca, Davide e Silvia inaugurano il primo talk del Contamination Age. Si incontrano grazie al web e così accorciano le distanze geografiche fra le città di provenienza che sono quelle di Cagliari, Torino eTeramo. Parlano di cibo, di produzione sostenibile degli alimenti, di ambiente ed economia circolare. Parlano inoltre della resa del prodotto, delle piattaforme digitali che agevolano l’incontro fra ristoratori e dipendenti e la scelta del lavoro tagliato su misura in quel campo. Intrecciano un racconto fatto di lavoro e benessere.
Il mondo delle startup è per costituzione in divenire, perché viaggia costantemente sulla cresta dell’innovazione. Ma alla luce della recente emergenza sanitaria, dell’isolamento forzato e dell’interruzione delle attività lavorative, ogni settore di interesse raccontato dai nostri tre protagonisti ha dovuto reinventarsi, adattandosi ad altre forme, ad ulteriori modalità di produzione, promozione e realizzazione.
Ciò che emerge dal dibattito è una nuova consapevolezza per il rispetto dell’ambiente e lo sfruttamento sostenibile delle risorse, l’importanza dell’economia circolare e quel binomio inscindibile fra mondo del lavoro e benessere psicologico, efficienza e passioni individuali.
Francesca, Davide e Silvia si incontrano per la prima volta e qui all’interno dei Contamination Talk cercano di tracciare una direzione – fra i tanti esempi possibili da seguire – per chiunque si occupi di Agrifood.
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]]>L'articolo Nasce il Contamination Age, la nuova sfida lanciata dai CLab di tutta Italia per discutere del presente e immaginare nuove soluzioni per l’avvenire proviene da Italian CLab Network.
]]>Spaesamento e confusione sono stati i primi sentimenti. Ma poi lentamente si è fatto largo un nuovo modo di immaginare la quotidianità, anche se a distanza. La tecnologia si è mostrata per quello che è, non un semplice mezzo, ma un luogo di incontro, di dialogo, di studio. Così la scuola, le università sono entrate nei salotti e nelle cucine di molte famiglie. Gli uffici e le riunioni hanno fatto irruzione nelle vite private di ciascuno.
Abbiamo vissuto una quotidianità inedita e difficile. Coniugare vita privata e lavorativa in un unico luogo, per un periodo così lungo, da soli o insieme stretti in pochi metri quadrati non è stato semplice. Nonostante tutto, nei limiti del possibile la vita è proseguita. Alcuni lavori hanno dovuto cambiare forma. E altri invece loro malgrado attendono nuove ridefinizioni prima di poter ricominciare.
C’è stato tempo per riflettere e osservare i dettagli, durante questa quarantena. Ci siamo fermati per interrogarci sul presente. Accorciando le distanze geografiche da nord a sud grazie al web, ci siamo chiesti a che punto fossimo, cosa fosse accaduto nel frattempo. Abbiamo parlato. E in collegamento dalle nostre cucine, dai salotti o in giardino, abbiamo discusso di imprenditorialità, innovazione, startup, nuove idee di business, rivoluzioni che si preparano ad investire il settore dell’Agrifood, del’’ITC, il turismo, la Green economy e il settore del Bio Tech e dell’Health Care.
Non abbiamo risposte certe e definite in merito. Ma possiamo provare a immaginarle. E vogliamo farlo insieme. Non potrebbe essere altrimenti in questo momento di incertezza. Lo abbiamo sempre saputo, anche in tempi non sospetti, che la contaminazione, il confronto, il dialogo, la costruzione collettiva di nuove realtà è un lavoro di squadra.
I CLabber di tutta Italia si uniscono in questa nuova avventura che è il Contamination Age, l’era della contaminazione, uno spazio virtuale in cui le risposte non sono preconfezionate, ma in continuo divenire. Nelle prossime settimane si confronteranno in più puntate, parleranno insieme, alternando idee, pareri e possibili soluzioni all’interno dei Contamination Talk: una finestra che apre alla considerazione di nuovi problemi, l’ingegno che si applica a situazioni ignote e tutto l’ottimismo necessario per scovare strade alternative che conducano ugualmente alla meta.
Guidati da Marco Casto, coach del CLab di Cagliari, i ragazzi dei Contamination Lab di tutta Italia indicheranno dal loro punto di vista le strade auspicabili, alla luce dei nuovi ritmi dettati dalla pandemia. Daranno voce a intuizioni ibride – e per questo ricche di potenziale – a cavallo fra il mondo del sapere universitario e quello dell’innovazione rappresentato dalle startup e dalle imprese che competono oggi nel mondo del mercato nazionale e internazionale. E infine proveranno insieme a costruire strade percorribili.
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]]>L'articolo 4000 chilometri di contaminazione fra gli Atenei con l’Italian CLab Express! proviene da Italian CLab Network.
]]>Il tour promozionale della rete nazionale dei CLab si chiama Italian CLab Express è ha percorso circa 4.000 km, oltre più di 20 ore di navigazione, alla volta di 19 Atenei che hanno aderito al progetto. Il tour in camper è cominciato lo scorso 31 maggio con la prima tappa di Sassari per poi proseguire a Trento, Treviso, Trieste, Padova, Verona, Bergamo, Torino, Pisa, Teramo, Napoli, Potenza, Bari, Lecce, Rende (Caserta), Reggio Calabria, Catania, Palermo e si è concluso a Cagliari lo scorso 16 giugno con un evento presso la sede del CREA UniCa in via Ospedale 121 e un Pit Stop nella spiaggia del Poetto dove sono stati distribuiti gadget ai bagnanti.
Nelle sue 19 tappe in 17 giorni il team del CLab Express ha visitato le sedi dei laboratori di contaminazione, gli Atenei e le più importanti piazze di Italia per incontrare la popolazione locale, Rettori, Prorettori, Docenti e studenti dei singoli Atenei, ma anche imprenditori ed esponenti della politica locale che hanno dato il benvenuto al team dell’Italian CLab Network congratulandosi per il grande lavoro svolto e sottolineando l’importanza di creare un network dinamico che favorisca le giuste connessioni di contaminazione non solo fra studenti e docenti dei singoli CLab, ma soprattutto fra clabbers e rappresentanti dei diversi Atenei e diverse città.
“Tanti atenei, tante persone coinvolte ma un’unica visione in comune. La forza della rete sta proprio nella diversità che crea valore. La mission del viaggio è stata quella di creare una generazione clabbers più imprenditiva e capace di mettersi in gioco all’interno di un mercato del lavoro in continua evoluzione. L’Università di Cagliari, capofila del progetto, crede nella rete e nel valore del lavoro di squadra e continuerà ad investire in attività che generano connessioni e contaminazione di saperi” – Maria Chiara Di Guardo, Prorettore al territorio e all’innovazione Università di Cagliari e Responsabile dell’Italian CLab Network.
Tutto il viaggio è stato filmato per consentire la realizzazione di materiale promozionale delle singole realtà di contaminazione. Durante il viaggio sono state prodotte e pubblicate numerose stories su Instagram e Facebook ma anche fotografie e brevi pillole video sugli eventi e città che hanno accolto il Team dell’Italian Clab Express. Dal 20 giugno usciranno online sui canali social del Network le web stories che racconteranno le singole tappe. Sono previsti 19 episodi su Facebook e Youtube, uno per ciascun CLab che ha aderito al road show itinerante e 19 podcast su Spotify.
“Abbiamo messo in moto una comunicazione virale che consenta ai singoli clabbers e rappresentanti dei Clab dei singoli Atenei di raccontare la propria esperienza attraverso i canali social del Network Nazionale. Attraverso gli hastag #ClabExpress e #ClabNetwork i clabbers possono infatti raccontare la propria storia e la propria idea di impresa e farla conoscere al resto della rete in un’ottica di piena contaminazione. La forza del Network sta infatti nel creare le giuste connessioni fra i singoli Clab che da soli non riuscirebbero a promuoversi nella giusta maniera” – Laura Poletti, Responsabile delle attività di comunicazione per la terza missione dell’Università di Cagliari.
“In diciassette giorni abbiamo incontrato centinaia di persone e dato il via alla creazione di una Community che crede nelle proprie capacità. Aver percorso più di 4.000 km in così poco tempo visitando 19 Atenei è stata la dimostrazione del fatto che tutto è possibile. A breve restituiremo i feedback raccolti durante le singole tappe per creare una rete sempre più solida.” – Marco Casto, Tutor e Coach del Contamination Lab UniCa.
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